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Blog · condominio spiegato in parole semplici

Quanto costa un amministratore di condominio a Roma

di Sara Lero, amministratrice di condominio · · aggiornato il

Non esiste un tariffario ufficiale per gli amministratori di condominio: il compenso è libero, viene proposto dall'amministratore e approvato dall'assemblea, e cambia in base al lavoro che quello specifico stabile richiede. Incidono quante e quali unità lo compongono (appartamenti, ma anche negozi, box e cantine), quali impianti e servizi sono in comune (riscaldamento centralizzato, ascensore, portierato, aree verdi), quante persone ci sono da seguire e in che condizioni si trova la gestione (morosità, contenziosi, lavori in corso). La legge (art. 1129, comma 14, c.c.) impone che il compenso sia specificato analiticamente al momento della nomina e di ogni rinnovo, a pena di nullità della nomina stessa: l'unico modo serio di sapere quanto costa è farsi fare un preventivo scritto sul proprio condominio.

È la prima domanda che mi fanno al telefono, ed è anche quella a cui nessun amministratore serio può rispondere al telefono. Non per reticenza: perché una cifra data senza aver visto il condominio non è un’informazione, è un’esca.

Quando firmo un incarico, il compenso non è un numero buttato lì. È un elenco di voci, ognuna legata a un’attività precisa. Te lo spiego come lo spiego ai consigli di amministrazione con cui lavoro qui a Roma e nei Castelli Romani: cosa c’è dentro, cosa cambia da un palazzo all’altro, e come riconoscere un preventivo scritto per informare da uno scritto per confondere.

Come si calcola il compenso: da cosa è composto

Il compenso di un amministratore copre due tipi di attività, e vanno tenute separate.

Le attività ordinarie sono quelle che faccio ogni anno, sempre uguali: convocare le assemblee, tenere il registro di anagrafica condominiale, gestire il conto corrente dedicato al condominio, riscuotere le quote, pagare i fornitori, redigere il rendiconto. Sono comprese nel compenso base, quello che leggi nella prima voce del preventivo. Su cosa comprende in concreto la gestione ordinaria, ho scritto una pagina dedicata: amministrazione ordinaria del condominio.

Le attività straordinarie sono tutto quello che esce da questa routine: la direzione di lavori edili importanti, un contenzioso in corso, un’assemblea straordinaria convocata per un problema specifico, il recupero giudiziale di un credito verso un moroso. Qui il compenso ordinario non basta più: serve un incarico aggiuntivo, quantificato voce per voce quando il lavoro straordinario viene deliberato. Ne parlo più nel dettaglio qui: lavori straordinari in condominio.

La distinzione è la prima cosa che deve saltare all’occhio in un preventivo. Se le due voci sono mescolate, o se manca del tutto la seconda, qualcosa non torna.

Il preventivo analitico è un obbligo di legge, non una gentilezza

Non è una prassi di buona educazione professionale. È scritto nel codice civile.

L’art. 1129, comma 14, c.c. impone che il compenso dell’amministratore sia specificato analiticamente al momento dell’accettazione della nomina, e di nuovo a ogni rinnovo dell’incarico. La sanzione, se questo non avviene, è la nullità della nomina stessa.

In pratica: un’assemblea non può nominare, o confermare, un amministratore sulla base di un compenso indicato come cifra unica, “chiavi in mano”. Deve poter vedere come quella cifra si compone, voce per voce, prima di votare.

Io lo faccio da sempre, non solo perché la legge lo chiede, ma perché è l’unico modo affinché un condominio controlli davvero cosa sta pagando.

Le variabili che incidono sul compenso

Non esistono due condomìni identici, quindi non esistono due preventivi identici. Le variabili che guardo per prime quando valuto un nuovo incarico:

  • Quante unità immobiliari ci sono. Più unità significano più comunicazioni, più rendiconti pro-quota, più tempo di gestione.
  • Di che tipo sono le unità. Non contano solo gli appartamenti: anche box, posti auto e cantine sono posizioni contabili, quote da ripartire, proprietari da convocare. E i negozi e i locali commerciali meritano un discorso a parte, perché hanno orari, insegne e usi diversi da un’abitazione, spesso tabelle di ripartizione dedicate e un rapporto più frequente con l’amministrazione.
  • Quali impianti e servizi sono in comune. Ogni impianto condiviso porta con sé scadenze, fornitori e responsabilità. Il riscaldamento centralizzato significa contratti di fornitura, letture, ripartizione dei consumi e manutenzioni obbligatorie; l’ascensore, verifiche periodiche e un manutentore da coordinare; il portierato o la pulizia, un rapporto di lavoro o un appalto da gestire. Poi ci sono aree verdi, cancelli automatici, autoclave, videosorveglianza: ciascuno con la propria manutenzione. Uno stabile senza parti comuni complesse richiede un lavoro diverso da uno che le ha tutte.
  • Quante persone ci sono da seguire. Un condominio non è fatto solo di muri. Il numero di condòmini, la presenza di inquilini accanto ai proprietari, di proprietari che vivono altrove, di eredità aperte o di unità con più intestatari cambia la quantità di comunicazioni, convocazioni e interlocutori da tenere allineati.
  • Lo stato del condominio. Morosità pregresse da recuperare, contenziosi aperti, lavori straordinari già deliberati o in previsione, passaggi di consegne lasciati incompleti da chi c’era prima: tutto questo richiede tempo di gestione in più rispetto a un condominio senza criticità.
  • I servizi aggiuntivi richiesti dall’assemblea. Per esempio un sito web condominiale per la consultazione dei documenti, previsto dall’art. 71-ter delle disposizioni di attuazione del codice civile su delibera assembleare: è un servizio in più, e va quantificato a parte.

Nessuna di queste variabili si traduce in una cifra fissa uguale per tutti. Per questo due palazzi con lo stesso numero di appartamenti possono richiedere un lavoro molto diverso — e per questo diffido di chi fa un preventivo senza avere prima visto il condominio.

Come leggere un preventivo senza lasciarti ingannare

Un preventivo scritto bene ha alcune voci che devono esserci sempre:

  • la quota per l’attività ordinaria, separata chiaramente da eventuali extra;
  • il criterio con cui verrebbe calcolato un compenso per attività straordinarie, anche se l’importo esatto si conosce solo quando il lavoro straordinario viene deliberato;
  • le spese vive rimborsabili (bolli, raccomandate, visure) distinte dal compenso vero e proprio;
  • i tempi e le modalità di pagamento del compenso.

I segnali che, per me, indicano un preventivo scritto per confondere più che per informare:

  • la dicitura “tutto compreso” senza un elenco di cosa è davvero compreso;
  • voci “extra” generiche, senza un criterio dichiarato per quantificarle quando servono;
  • nessun riferimento, nemmeno indiretto, alla specificazione analitica che la legge richiede.

Se un preventivo non supera questi controlli, è legittimo chiederne la riscrittura prima di portarlo in assemblea.

Quanto guadagna un amministratore di condominio?

Te lo dico subito: non esiste un tariffario nazionale per gli amministratori di condominio. Non c’è una cifra “di mercato” valida per tutti, e chi te la propone come tale sta semplificando troppo.

Il compenso è pattuito liberamente tra l’amministratore e l’assemblea, condominio per condominio, sulla base delle variabili che ho descritto sopra. Quello che la legge garantisce non è un tetto o un minimo, ma la trasparenza: che tu sappia, voce per voce, per cosa stai pagando.

Se vuoi sapere quanto costerebbe la gestione del tuo condominio specifico, l’unico modo onesto è farti fare un preventivo analitico sul tuo caso reale, non fidarti di una media letta online. Ottieni il preventivo gratuito.

Se invece il problema è che il tuo amministratore attuale non ti ha mai dato un preventivo dettagliato, la strada per cambiarlo è più semplice di quanto pensi: te la spiego qui, come cambiare amministratore di condominio.

Domande frequenti

Quanto costa un amministratore di condominio a Roma? Non esiste un tariffario ufficiale, e non esiste un prezzo valido per tutti i condomìni: il compenso è libero e viene approvato dall’assemblea. Cambia in base a quante e quali unità compongono lo stabile, a quali impianti e servizi sono in comune, a quante persone ci sono da seguire e allo stato della gestione. L’unico modo serio di saperlo è chiedere un preventivo analitico sul proprio condominio.

Esiste un tariffario ufficiale per gli amministratori di condominio? No. Il compenso si pattuisce liberamente con l’assemblea, condominio per condominio. Per questo due stabili simili possono ricevere preventivi diversi, e per questo un preventivo va letto voce per voce invece che confrontato solo nel totale.

Il preventivo dell’amministratore deve indicare il compenso nel dettaglio? Sì. L’art. 1129, comma 14, c.c. lo impone all’atto della nomina e di ogni rinnovo: il compenso va specificato analiticamente, voce per voce.

Cosa succede se il compenso non è specificato analiticamente? La norma prevede la nullità della nomina stessa: un’assemblea che approva un compenso “a corpo”, senza dettaglio, nomina un amministratore su una base che la legge non riconosce valida.

Le attività straordinarie sono comprese nel compenso ordinario? No. Restano fuori dal compenso base e vanno quantificate a parte, quando l’assemblea delibera il lavoro straordinario specifico.


Se vuoi capire punto per punto come si costruisce il preventivo per il tuo condominio, chiamami al 351 8646 306, dal lunedì al venerdì dalle 9:30 alle 17:30. Oppure richiedi subito un preventivo gratuito e senza impegno.

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